Boscareto Resort: il verde pensile e il contributo dei substrati TerraMediterranea alla laminazione

Nel paesaggio vitivinicolo delle Langhe, a Serralunga d’Alba, si trova il Boscareto Resort & Spa, la cui recente  riqualificazione degli spazi esterni e ha ricevuto il riconoscimento City’Scape Award 2026 nella categoria “Countryside Tourism Landscape – Il progetto del paesaggio per il turismo.” L’intervento  ha vistol’interramento del parcheggio precedentemente collocato nel piazzale antistante la struttura e la riconfigurazione di una superficie di circa 3.000 m². Il progetto del paesaggio, a cura dell’arch. Patrizia Pozzi, Landscape Architect, ridisegna il grande parterre panoramico attraverso un sistema di percorsi e “tasche vegetali”, le cui geometrie reinterpretano l’andamento dei vigneti circostanti.

La realizzazione del nuovo spazio verde ha previsto superfici vegetate anche al di sopra di strutture e solette. La ridotta profondità disponibile per il substrato e la necessità di contenere i carichi hanno imposto una progettazione puntuale del sistema a verde pensile e delle relative stratigrafie. L’ufficio tecnico di Harpo verdepensile ha affiancato il team di progetto nella definizione delle soluzioni più performanti per le diverse condizioni dell’intervento, con particolare attenzione alla gestione dell’acqua, alla leggerezza del sistema e all’affidabilità delle prestazioni nel tempo.

Nel progetto del Boscareto Resort & Spa, il ricorso ai substrati TerraMediterranea risponde quindi alla necessità di coniugare le esigenze della vegetazione con le prestazioni richieste alla stratigrafia.

 TerraMediterranea è la linea di substrati tecnici Harpo verdepensile a matrice prevalentemente minerale, sviluppata per garantire caratteristiche fisiche e prestazioni definite e controllate nel tempo. L’elevata porosità e permeabilità si accompagnano a un’elevata capacità di ritenzione idrica e a un’abbondante presenza di ossigeno, creando condizioni favorevoli allo sviluppo dell’apparato radicale. Per approfondire le caratteristiche dei substrati TerraMediterranea: https://www.harpoverdepensile.it/articoli-tecnici/substrati-minerali-terramediterranea-harpo-verdepensile/.

Sono proprio la struttura del substrato e la distribuzione dei vuoti a incidere sulla disponibilità idrica per la vegetazione e, al tempo stesso, sulle modalità con cui l’acqua viene trattenuta, attraversa il substrato e raggiunge gli strati drenanti. Queste caratteristiche assumono particolare rilevanza durante gli eventi meteorici, quando al volume d’acqua trattenuto si affianca un altro aspetto determinante: la dinamica con cui l’acqua eccedente viene restituita al sistema di smaltimento. La possibilità di accumulare temporaneamente parte della precipitazione e di differire il deflusso concorre alla riduzione della portata di picco e, quindi, alla laminazione dell’evento meteorico.

Nel verde pensile, una quota di questo accumulo può essere distribuita all’interno della stessa stratigrafia. Il substrato, in particolare, può contribuireattraverso la propria struttura, assumendo una funzione idraulica che si integra con quelle agronomiche e drenanti.

Il contributo del substrato alla laminazione

Per comprenderne il comportamento occorre considerare il substrato come un mezzo poroso fortemente strutturato. La struttura deriva dal modo in cui le particelle si aggregano e dalla conseguente formazione di una rete complessa di vuoti, differenti per dimensione e distribuzione. Sono proprio queste caratteristiche a influenzare sia la ritenzione sia il movimento dell’acqua all’interno del materiale.

Nei substrati TerraMediterranea coesistono pori più piccoli, capaci di trattenere acqua anche a distanza di tempo dalla precipitazione, e pori di maggiori dimensioni, nei quali l’acqua è soggetta maggiormente all’azione della gravità e che tendono quindi a svuotarsi nell’arco di poche ore. La presenza e la distribuzione di pori di diversa dimensione permettono di conciliare funzioni che devono necessariamente coesistere in un substrato per verde pensile: disponibilità idrica per la vegetazione, aerazione dell’apparato radicale, drenaggio degli eccessi e gestione dell’acqua meteorica.

Durante una precipitazione, il comportamento del substrato varia progressivamente con il suo contenuto idrico. Come spiega il dott. Sergio Andri, responsabile del Laboratorio Ricerca e Sviluppo Harpo, 

«quando il substrato è molto bagnato il drenaggio è più rapido; man mano che si svuota, la conduttività idraulica diminuisce e il rilascio rallenta. Il substrato può quindi comportarsi come un volume diffuso di accumulo temporaneo, capace di accogliere una parte dell’acqua durante l’evento e di restituirla progressivamente dopo il passaggio della precipitazione».

La capacità effettiva di accumulo

Il contributo del substrato alla laminazione deve essere valutato nelle condizioni specifiche dell’intervento. Come precisa il dott. Andri, 

«il volume effettivamente disponibile non è un valore fisso e valido in ogni situazione. Dipende dal tipo di substrato, dal suo spessore, dalle condizioni iniziali e soprattutto dalla precipitazione presa come riferimento. Il contributo alla laminazione potrà quindi essere, a seconda del progetto, più rilevante o più contenuto, ma conserverà una caratteristica peculiare: quel volume rimarrà multifunzionale».

Un aspetto particolarmente significativo riguarda i vuoti allagabili, che nei substrati TerraMediterranea possono raggiungere il 30% o più. 

«Nello stesso spazio definito dallo strato di TerraMediterranea convivono radici, biomassa microbica e fauna del terreno, circolano aria e gas, viene trattenuta acqua disponibile per la vegetazione e si garantisce il drenaggio degli eccessi. Il volume che può contribuire alla gestione della pioggia è quindi integrato in un elemento già asservito alle funzioni ecosistemiche e, grazie alle proprie caratteristiche strutturali, può partecipare anche alla gestione delle acque meteoriche», prosegue Andri.

La conoscenza delle proprietà idrauliche dei substrati TerraMediterranea consente di valutarne il comportamento mettendo in relazione contenuto d’acqua, potenziale idrico e permeabilità. Il Laboratorio Harpo conduce analisi sulla distribuzione dei pori e sulla porosità totale, curve di ritenzione idrica, coefficienti di deflusso e idrogrammi sperimentali. È su questa caratterizzazione che si fonda la possibilità di considerare il contributo del substrato all’interno del bilancio idraulico complessivo della copertura, in funzione delle condizioni specifiche di progetto.

L’intervento del Boscareto restituisce con particolare chiarezza il valore di questo approccio. La necessità di realizzare superfici vegetate sopra strutture e solette, conciliando spessori contenuti, carichi, esigenze della vegetazione e gestione dell’acqua, mostra come la progettazione del verde pensile richieda di considerare la stratigrafia come un sistema nel quale prestazioni agronomiche, fisiche e idrauliche sono strettamente integrate.

Per Harpo verdepensile progettare e caratterizzare i substrati TerraMediterranea significa poter intervenire proprio su questa integrazione, mettendo a disposizione del progettista dati con cui valutare, nelle condizioni reali dell’intervento, anche il contributo del substrato alla laminazione e alla gestione complessiva delle acque meteoriche.