Noi di Harpo verdepensile da oltre vent’anni ci impegnamo da sempre per produrre sistemi innovativi per il verde pensile tecnologico, ormai riconosciuto come una delle principali Nature-Based Solutions per la sostenibilità urbana.
In questi anni abbiamo raggiunto un posizionamento riconosciuto a livello nazionale e internazionale, frutto di un impegno costante sul piano tecnico e scientifico.
L’attività di ricerca e sviluppo, intesa come approccio e percorso strategico, è per noi un impegno strutturato e continuo che ci consente di trasferire conoscenza scientifica nella pratica applicativa.
Anche per questo collaboriamo da anni con università e istituti di ricerca e siamo stati tra i primi in Italia a costituire un laboratorio interno dotato di strumentazioni avanzate che ci permette di affrontare temi cruciali come il risparmio idrico, l’invarianza idraulica, la sostenibilità del ciclo di vita dei materiali impiegati.
Questo nostro impegno è stato riconosciuto anche dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dall’Unione Europea con premi specifici per l’innovazione e la ricerca scientifica.
La nostra ricerca si fonda sull’osservazione sistematica.
Il verde pensile è, infatti, un settore complesso, caratterizzato da processi molto diversi tra loro: fenomeni fisici e chimici da un lato, biologici dall’altro; dinamiche rapide, come l’infiltrazione dell’acqua in un substrato o gli equilibri chimici, e processi lenti, come l’evoluzione di una comunità vegetale.
È necessario quindi saper cogliere ciò che avviene alla scala microscopica e al tempo stesso comprendere fenomeni che si sviluppano sia sulla scala edilizia, campo di applicazione del verde pensile, sia su scala territoriale.
Nessuno strumento singolo consente di abbracciare un quadro così vasto: per questo nel tempo abbiamo costruito progressivamente le nostre capacità analitiche, ampliando gli strumenti e le metodologie.
Siamo partiti da un laboratorio di chimica-fisica dove abbiamo studiato materiali e sistemi in condizioni dettagliate ma parziali, prive della dimensione biologica e climatica.

Ci siamo poi attrezzati con macchinari specifici e sempre più avanzati, come la camera della pioggia, che ci ha permesso di simulare scenari idrologici in ambiente controllato, infine, abbiamo realizzato una struttura sperimentale all’aperto, adiacente alla sede aziendale: un laboratorio a cielo aperto che integra i nostri sistemi a verde pensile con piante, clima ed evoluzione temporale.
- La tettoia sperimentale è organizzata in tre settori con finalità diverse ma complementari.
Nel primo osserviamo il comportamento dei sistemi a bassissimo spessore: soluzioni che presentano vantaggi evidenti, come la riduzione dei costi di trasporto e dei carichi strutturali, ma che al tempo stesso sollevano criticità legate alla stabilità nel tempo.
Qui analizziamo la loro inerzia, intesa come risposta a sollecitazioni meccaniche, idrogeologiche e all’erosione del vento, affiancando a questo studio ingegneristico anche valutazioni ecofisiologiche sullo stato di salute della vegetazione che cresce in condizioni limitanti. - Il secondo settore è dedicato allo studio di un innovativo sistema di laminazione.
Dopo averlo modellizzato matematicamente e testato in laboratorio nella camera della pioggia, lo stiamo ora sottoponendo a verifiche in condizioni reali, con un controllo limitato ma rappresentativo del comportamento sul campo. - Il terzo settore è lo show roof: uno spazio che unisce sperimentazione e comunicazione, concepito come un ambiente espositivo dove i clienti e i professionisti possono osservare direttamente i sistemi, comprenderne le prestazioni tecniche e apprezzarne la valenza paesaggistica ed ecologica.
Tutta la tettoia è equipaggiata con una rete di sensori che ci consente un monitoraggio avanzato: rilevazioni di temperatura e umidità del suolo, una centralina meteo collegata a un sistema cloud, strumenti per la misura compartimentata dei deflussi e impianti di irrigazione progettati internamente.
Quest’ultimo aspetto è particolarmente significativo, perché permette non solo di gestire tempestivamente la manutenzione, ma anche di ridurre i consumi idrici fino al 60%.
A queste dotazioni si aggiunge l’applicazione del telerilevamento, sviluppata in collaborazione con l’Università di Trieste: grazie a rilievi con droni, analizziamo lo stato di salute della vegetazione e le variazioni di copertura nel tempo attraverso un metodo non distruttivo che, applicato al verde pensile, apre prospettive di grande interesse scientifico e operativo.
La tettoia sperimentale è nata dunque con l’obiettivo di rafforzare la ricerca nel settore del verde pensile e di offrire uno spazio di confronto a una filiera eterogenea: architetti, ingegneri, paesaggisti, giardinieri e committenti che affrontano quotidianamente aspetti diversi e complessi dello stesso sistema.
Lo show roof diventa così un luogo di incontro e di scambio, dove ricerca, tecnica ed esperienza di campo dialogano senza barriere e generano un linguaggio condiviso.
Grazie a questa struttura oggi siamo in grado di analizzare anche la manutenzione del verde pensile, attività che fino a poco tempo fa non avevamo la possibilità di sperimentare direttamente in quanto fornitori del sistema e non della vegetazione.
Questo ci permetterà di rafforzare il nostro ruolo nella filiera, facilitando il passaggio di conoscenze e garantendo un supporto tecnico per rendere più fluida la realizzazione e gestione dei sistemi.
In prospettiva, questo strumento ci consentirà di ampliare ulteriormente le nostre capacità sperimentali con l’obiettivo di trasformare i risultati scientifici in soluzioni concrete, affidabili e sostenibili, capaci di dare sempre maggior valore al verde pensile come strumento tecnico, ambientale e sociale per le città del futuro.
Per approfondire i temi della ricerca e scoprire come nasce e si sviluppa la tettoia sperimentale, guarda il video dedicato: i protagonisti del laboratorio di Ricerca & Sviluppo di Harpo verdepensile raccontano in prima persona metodo, obiettivi e risultati di questo progetto.
