Le strutture sanitarie contemporanee sono chiamate a rispondere a esigenze sempre più complesse: sostenibilità ambientale, efficienza gestionale, qualità degli spazi e benessere di lavoratori e degenti all’interno di edifici altamente tecnologici e sottoposti a standard prestazionali particolarmente elevati.
In questo contesto il verde pensile non rappresenta più un semplice elemento di mitigazione estetica, ma una vera e propria infrastruttura tecnica capace di generare valore ambientale, funzionale e sociale. Se correttamente progettate e realizzate secondo la norma UNI 11235:2015, le coperture a verde contribuiscono alla gestione delle acque meteoriche, alla riduzione dell’isola di calore urbana, alla protezione degli strati di impermeabilizzazione e al miglioramento del microclima locale.
Nel caso delle strutture ospedaliere, tuttavia, il valore del verde va oltre gli aspetti puramente tecnici. Numerosi studi internazionali evidenziano come la presenza della vegetazione, anche quando percepita esclusivamente attraverso una finestra o da uno spazio interno, possa contribuire a migliorare la qualità percepita degli ambienti di cura, ridurre lo stress e favorire condizioni psicologiche più favorevoli sia per i pazienti sia per il personale sanitario.
Le coperture a verde visibili dalle camere di degenza, dagli ambulatori o dagli spazi comuni diventano quindi parte integrante del progetto di umanizzazione degli ambienti ospedalieri, trasformando superfici tecniche spesso inutilizzate in paesaggi accessibili o osservabili, capaci di generare valore nel tempo.
Il ruolo della tecnologia nelle coperture ospedaliere
Dietro un intervento di verde pensile di successo si nasconde però una complessità tecnica spesso poco visibile. Gli ospedali concentrano infatti numerosi vincoli progettuali: grandi superfici di copertura, elevata presenza di impianti tecnologici, necessità di garantire durabilità, controllo dei carichi strutturali, corretta gestione delle acque meteoriche e continuità operativa dell’edificio, oltre che complessità nell’organizzazione delle fasi di cantiere, spesso da gestire anche durante una attività parziale di alcune parti della struttura ospedaliera.
In questi contesti il verde pensile deve essere considerato come un sistema tecnologico integrato e non come un semplice strato vegetale.
Harpo Verdepensile affianca progettisti, imprese e committenze fin dalle prime fasi di sviluppo dell’intervento, supportando la definizione delle stratigrafie, la gestione delle problematiche legate agli scarichi e all’invarianza idraulica, il coordinamento con i sistemi di impermeabilizzazione e la valutazione degli aspetti logistici e realizzativi.
L’obiettivo è individuare soluzioni che garantiscano prestazioni affidabili e durature, riducendo al contempo rischi progettuali, criticità di cantiere e costi di gestione nel lungo periodo.
Il valore dei substrati tecnici Harpo TerraMediterranea: prestazioni certe e affidabilità nel tempo
Tra gli elementi più importanti di un sistema a verde pensile vi è il substrato colturale, componente che influenza direttamente il comportamento idraulico, agronomico e strutturale della copertura. Per questo Harpo Verdepensile ha sviluppato la linea di substrati tecnici TerraMediterranea, frutto di oltre vent’anni di ricerca, sperimentazione e controllo qualità.
A differenza dei tradizionali terreni vegetali, i substrati TerraMediterranea sono progettati per garantire caratteristiche fisiche e prestazionali definite e controllate. La stretta variabilità dei parametri consente infatti a progettisti e imprese di lavorare con dati affidabili e prevedibili, elemento particolarmente importante negli interventi complessi dove la precisione dei carichi e delle prestazioni può influenzare direttamente le scelte progettuali.
La struttura minerale dei substrati permette inoltre di ottenere pesi contenuti, elevata porosità, ottime capacità drenanti e una corretta disponibilità idrica per la vegetazione.
Un ulteriore vantaggio riguarda il comportamento nel tempo. I substrati tecnici Harpo sono progettati per limitare fenomeni di compattazione e assestamento, evitando i significativi cali volumetrici che spesso caratterizzano materiali meno evoluti. Questo si traduce in una maggiore stabilità delle quote finite, nella non necessità di interventi di rabbocco e in una maggiore affidabilità dell’opera durante il suo intero ciclo di vita.
Ospedale San Raffaele: leggerezza e gestione dei carichi
Un esempio significativo è rappresentato dal nuovo Polo Chirurgico e delle Urgenze dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, firmato dallo studio Mario Cucinella Architects, rappresenta un modello d’eccellenza incentrato sui principi di umanizzazione degli spazi sanitari. Il progetto delle opere a verde è stato affidato all’architetto Massimo Semola, mentre la realizzazione è stata affidata a HW Style. Un intervento caratterizzato da importanti superfici verdi in quota e dalla necessità di integrare alberature e vegetazione arbustiva, il controllo dei carichi ha rappresentato uno degli aspetti più delicati del progetto.
Per rispondere a queste esigenze sono state adottati sistemi che hanno beneficiato delle caratteristiche del substrato TerraMediterranea TMLight, sviluppato per coniugare leggerezza, durabilità e prestazioni idrauliche. La riduzione dei pesi rispetto ai substrati tradizionali ha consentito di ottimizzare sia gli aspetti strutturali sia la logistica di cantiere, riducendo il numero di trasporti e le movimentazioni necessarie.
Nei laboratori Harpo vengono condotte analisi sistematiche che ci consentono di fornire dati su base statistica, cioè con una conoscenza dettagliata della variabilità possibile. Le tolleranze per le caratteristiche primarie corrispondono a un livello di significatività α=0,05, per le caratteristiche complementari α=0,25. Nel caso della TerraMediterranea TMLight tra le principali caratteristiche primarie troviamo pH in CaCl2 pari a 7,1 ±9%, porosità 72% v/v ±6% relativo, aria a pF1 pari a 33% v/v ±32% relativo, CI 26% v/v ±30% relativo, densità reale 2,54 g/cm³ ±4%. Nel caso di quelle complementari è degno di nota l’indice di Dexter pari a 0,11 ± 23%. L’indice di Dexter è un indice specifico e ampiamente utilizzato in agronomia basato su misure numeriche che permettano di classificare e confrontare la struttura di diversi suoli, andando ad indagare lo stato energetico dell’acqua nel substrato con la definizione precisa di funzioni di potenziale, capaci di distinguere un dominio strutturale da quello di matrice. Tutti i substrati Harpo sono caratterizzati da un elevato indice di Dexter e possono venir considerati “iperstrutturati.” Questo tipo di conoscenze è possibile grazie alla costante attività di ricerca condotta all’interno del laboratorio di ricerca e sviluppo di Harpo, da sempre focalizzata su un approccio altamente scientifico e tecnologico al tema.
Sempre in quest’ottica i substrati TerraMediterranea sono provvisti di Dichiarazione Ambientale di Prodotto EPD secondo le normative ISO 14205 ed EN 15804+A2, certificazione ottenuta dopo una approfondita analisi LCA condotta negli scorsi anni.
Nelle zone caratterizzate da maggiori spessori è stato inoltre utilizzato il materiale minerale Drenalite, che combina capacità drenanti, accumulo idrico e supporto allo sviluppo radicale delle alberature, contribuendo a mantenere contenuti i carichi permanenti sulla struttura. Materiale granulare naturale di origine vulcanica, la Drenalite ha valori di resistenza alla frantumazione non inferiore a 1.4 N/mm2, oltre che una capacità di scambio cationico superiore a 14 meq/100g, è totalmente priva di sostanza organica, e garantisce una porosità ≥70%.
Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio: integrazione tra verde, acqua e architettura
Anche il nuovo IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, è un progetto all’avanguardia firmato dallo studio di architettura e ingegneria Binini Partners all’interno del distretto MIND di Milano, rappresenta un interessante esempio di applicazione delle tecnologie per il verde pensile in ambito sanitario. Il progetto di landscape è a cura studio LAND S.r.l. In fase di appalto la committenza ha coinvolto per la definizione del progetto del verde e per la progettazione del patio il paesaggista arch. Massimo Semola.
Le diverse coperture distribuite a quote differenti hanno richiesto un’attenta gestione degli aspetti legati allo smaltimento delle acque meteoriche, ai pesi e alla durabilità delle soluzioni adottate.
Attraverso i sistemi Harpo Verdepensile è stato possibile supportare il team di progettazione nella definizione di coperture intensive e intensive leggere capaci di coniugare esigenze architettoniche, prestazioni tecniche e affidabilità nel tempo.
Particolarmente significativa è stata l’ottimizzazione delle soluzioni in corrispondenza delle aree con limitate disponibilità di spessore, dove la scelta dei componenti e dei substrati ha consentito l’inserimento di vegetazione e arbustiva mantenendo sotto controllo i vincoli strutturali.
La norma UNI 11235:2015 definisce l’attitudine alla biodiversità intesa come la possibilità che il verde pensile offre per mitigare la perdita di biodiversità, ripristinando parzialmente habitat altrimenti compromessi – come quelli in contesto urbano – e restituendoli a flora e fauna. Nel caso del progetto specifico sono state fatte delle scelte mirate proprio in questa direzione, che hanno permesso di raggiungere il Livello più alto di attitudine alla biodiversità (livello A), grazie ad un progetto naturalistico attento e mirato dove sono stati affrontati i temi della connessione ecologica tra verde pensile ed ecosistema naturale, una scelta vegetazionale attenta e coerente con l’ecosistema locale, così come l’adozione di accorgimenti – come i corridoi ecologici – per favorire la presenza di micro habitat.
Verde pensile come infrastruttura tecnica e valore per le persone
I casi del San Raffaele e del Galeazzi-Sant’Ambrogio dimostrano come il verde pensile possa contribuire concretamente alla qualità degli spazi ospedalieri, generando benefici che coinvolgono contemporaneamente aspetti ambientali, tecnici e umani. La capacità di gestire e laminare le acque meteoriche, ridurre i carichi strutturali, garantire prestazioni prevedibili e mantenere nel tempo la funzionalità del sistema rappresenta oggi un requisito essenziale per qualsiasi intervento complesso. Accanto a questi aspetti, il verde assume un ruolo sempre più importante nel miglioramento della qualità percepita degli ambienti di cura, offrendo viste naturali, maggiore comfort visivo e una relazione più equilibrata tra architettura, persone e ambiente.
Per questo motivo Harpo Verdepensile continua a sviluppare sistemi, componenti e substrati tecnici ad alte prestazioni, affiancando progettisti, imprese e committenze nella realizzazione di coperture verdi capaci di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e benessere delle persone.
