Negli ultimi anni le Nature-Based Solutions hanno assunto un ruolo centrale nei processi di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico soprattutto in ambito urbano. In questo scenario il verde pensile è ormai riconosciuto come una tecnica costruttiva integrata nei progetti. Il 2025 ha confermato una crescita di interesse, con Harpo verdepensile che ha consolidato il proprio posizionamento: in un mercato che richiede prestazioni misurabili e massima affidabilità dei sistemi, la competenza specialistica è diventata un requisito imprescindibile.

Per comprendere a fondo questa evoluzione e delineare gli scenari futuri, ci siamo confrontati con l’Architetto Maria Elena La Rosa, già Responsabile dell’Ufficio Tecnico di Harpo verdepensile, riferimento tecnico riconosciuto negli studi di progettazione e, da gennaio 2026, incaricata a prendere la guida anche della rete commerciale come responsabile Vendite Italia. Presente in Harpo dalla fondazione della divisione verdepensile con oltre 20 anni di esperienza sul campo nella gestione di progetti complessi svolgerà un ruolo duplice che riflette la strategia dell’azienda: rafforzare la presenza tecnico commerciale sul territorio portando l’ingegneria del sistema direttamente al tavolo della decisione progettuale implementando l’assistenza sul territorio con una nuova rete di funzionari tecnici.
Il nostro dialogo entra subito nel vivo dell’analisi di quest’anno. L’architetto Maria Elena La Rosa ci restituisce la fotografia di un 2025 che ha visto Harpo verdepensile consolidare la propria leadership in quella fascia di mercato che non ammette approssimazioni. «Il bilancio è estremamente positivo», afferma, «perché abbiamo riscontrato che sempre più la progettazione, e la committenza – penso a player come importanti Real Estate – riconoscono il valore della qualità tecnica». Nei cantieri complessi, dove la gestione dei rischi idraulici e la durabilità dell’investimento sono parametri finanziari oltre che costruttivi, la scelta di sistemi certificati e performanti è diventata l’unica opzione percorribile, respingendo le tentazioni di soluzioni al ribasso o fai da te.
Questa visione trova conferma nella caratura tecnica dei progetti DOVE HARPO HA FORNITO I SISTEMI. L’Architetto La Rosa ci guida attraverso un portfolio che tocca alcune delle recenti referenze dell’architettura contemporanea che integra landscape al progetto, partendo dalle grandi superfici. «il cantiere dello studentato TSH The Social Hub Firenze Belfiore a firma Open Project, un nuovo complesso polifunzionale inaugurato nel 2025 a Firenze, in Viale Belfiore, che combina hotel, studentato, ampi spazi di coworking (oltre 500 postazioni) e servizi, con un’ampia terrazza panoramica a giardino pensile, creando un punto d’incontro ibrido per studenti, viaggiatori e professionisti locali in un’ex area industriale riqualificata è stato emblematico per la scala d’intervento: parliamo di una copertura di ca 9.000 mq, inclusa una piscina. Qui la sfida non era solo individuare le soluzioni tecniche idonee al progetto del landscape, ma soprattutto offrire sempre uno sguardo attendo alla capacità drenante delle soluzioni, necessaria allo smaltimento delle acque meteoriche: è stata fornita la soluzione a drenaggio continuo sull’intera area di progetto sia per le aree verdi che per i percorsi pedonali, lavorando in stretta sinergia con l’impresa e il landscape designer Arch. Antonio Perazzi per garantire prestazioni agronomiche, il corretto deflusso e l’invarianza».
Sempre a Firenze, l’intervento su Hotel Palazzo Ricasoli (800 mq) ha dimostrato l’efficacia del sistema anche nel recupero storico, dove la lettura vincente è stata nuovamente l’applicazione del drenaggio continuo Harpo per superare i vincoli dell’esistente e offrire maggiori sicurezza sulla tenuta del manto impermeabile e ottimizzare la gestione delle acque meteoriche e dei pesi su soletta con i substrati Terramediterranea alleggeriti.

L’architetto La Rosa elenca i numerosissimi e prestigiosi interventi in cui Harpo verdepensile ha fornito i propri sistemi.
«La versatilità delle soluzioni Harpo si misura sulla capacità di rispondere a contesti eterogenei a partire dall’integrazione paesaggistica della Cantina Ceresé, Lecco con una soluzione estensiva a prato naturale che ricorda la preziosa funzione del verde pensile estensivo in termini di creazione di oasi di biodiversità per il cui progetto – a firma di Studio Pizzi, è stato insignito del Premio Italiano di Architettura. Su Milano, la competenza tecnica si è tradotta in opere concrete: dalla riqualificazione della piazza Velasca a firma studio Asti Architetti con aree pensili con sistema Harpo, Landscape a firma dello studio Studio PN – Francesca Neonato nel contesto monumentale dell’iconica Torre Velasca. Di prossima realizzazione la copertura a verde presso cantiere del Nuovo Policlinico nella zona Guastalla a Milano che fa parte del complesso Policlinico – Mangiagalli – Regina Elena, progettisti principali: studio Stefano Boeri, Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra, e studio Land per il progetto paesaggistico dove il progetto architettonico e del landscape coniuga prestazioni tecniche e valore sociale.
Di particolare rilievo tecnico è l’intervento residenziale di Basiglio – Milano 3 (General Contractor Colombo Costruzioni), firmato dall’Architetto Alfonso Femia. La presenza di una falda alta ha imposto la configurazione di una piazza rialzata su podio. Il progetto del verde, curato dal paesaggista arch Michelangelo Pugliese, è stato ingegnerizzato grazie al supporto della rete tecnica Harpo, confermando la capacità dell’azienda di gestire commesse complesse a fianco dei main player della costruzione.
L’attenzione alla qualità costruttiva ha guidato anche la collaborazione con il gruppo Real Estate Carlo Maresca, nata da un confronto tecnico durante il MyPlant & Garden. L’investitore ha individuato nelle tecnologie Harpo la soluzione per l’ottimizzazione delle finiture e la gestione delle acque meteoriche all’interno dell’intervento residenziale HippodrHome, sempre a Milano. Firma del progetto del landscape: studio AG&P. L’intervento, caratterizzato da tempistiche di esecuzione rapide, ha visto l’applicazione del drenaggio continuo per risolvere uniformemente le aree verdi e le pavimentazioni della piazza su autorimessa, completandosi poi ai piani alti con la realizzazione di rooftop verdi per gli attici privati».
Ed ancora: « La nuova sede italiana (HQ) di Moncler, sviluppata da Covivio come operazione di rigenerazione urbana, adiacente alla Fondazione Prada, abbiamo sviluppato soluzioni tecniche idonee al progetto del landscape a firma Studio Parcnouveau, spazi verdi che diventano un’ infrastruttura ecologica e sociale per una piazza verde di 8.000 mq su soletta. La capacità di leggere le necessità tecniche in cantiere e la gestione dei deflussi con il sistema a drenaggio continuo assieme alle elevate prestazioni, ci ha permesso di fornire soluzioni intensive di pregio e di integrare tecnicamente anche tutte le fioriere interne, garantendo continuità di substrato tra indoor e outdoor. Sistemi che offrono valore e durabilità. Esempio di sviluppo immobiliare evoluto firmato Covivio: non solo edificio, ma campus urbano con spazi collettivi e identità forte. ».
La tecnica si vede anche nella capacità di fornire soluzioni tecniche uniche per interventi residenziali complessi. «Penso al progetto di Studio Sardellini Marasca in località Conero, intervento residenziale di architettura contemporanea fortemente legato al paesaggio naturale del promontorio dove abbiamo proposto stratigrafie per coperture inclinate. Il tema era la stabilità del sistema su piani impermeabili inclinati: abbiamo valutato soluzioni attente al trattenimento del substrato e al contenimento in prossimità del canale di raccolta acque ribassato a valle, utilizzando i nostri accessori specifici -profili drenanti, garantendo la tenuta del sistema sulla falda e al progetto della piazza di San Marino Leffe a Bergamo, dove l’impiego della membrana impermeabile HarpoPlan ZDUV, il sistema drenaggio continuo e canalette a fessura Pro Pav ha garantito la perfetta integrazione tra verde e pavimentazione rendendo possibile il trasporto delle acque meteoriche fino a valle”.

È nella gestione delle acque meteoriche che il 2025 ha registrato per Harpo verdepensile l’innovazione più significativa, con il lancio operativo del sistema HarpoFlow CS. Di fronte a normative sull’invarianza idraulica sempre più stringenti, la risposta dell’azienda è stata radicale: un nuovo pannello brevettato che consente al verdepensile Harpo di anticipare parte della laminazione in copertura. « Con il nuovo sistema è il pannello a farsi carico del processo di laminazione. Con Harpo Flow CS l’elemento di drenaggio e accumulo è stato ripensato per creare un sistema chiuso, compartimentato, modulare (un bacino di laminazione) che, oltre alle precedenti funzioni di accumulo, drenaggio e aerazione, gestisce anche la laminazione del battente d’acqua recepito, fungendo da invaso», spiega architetto Maria Elena La Rosa. « Accumulo temporaneo dell’acqua di pioggia e rallentamento della portata di deflusso con meccanismo passivo “senza sensori né automazioni” ». Essendo un sistema “chiuso/compartimentato” non crea nessun battente idraulico sul manto impermeabile e offre prestazioni stabili nel tempo essendo un sistema diffuso senza nodi critici.
La valutazioni idraulica sarebbero vane senza la stabilità del substrato. Per questo Harpo verdepensile ha introdotto per i substrati TerraMediterranea nei capitolati l’Indice di Dexter (S-Index) come parametro oggettivo. «È la misura scientifica della qualità strutturale del substrato», chiarisce l’Architetto. Un substrato tecnico deve resistere al compattamento per decenni, garantendo aria e permeabilità. «Le nostre analisi di laboratorio certificano che i substrati TerraMediterranea hanno un S-index eccellente, tra 0,08 e 0,10, ben oltre la soglia di eccellenza di 0,050 definita dalla letteratura scientifica». Prescrivere l’Indice di Dexter è oggi l’unico modo per il progettista di blindare la qualità del suolo tecnico contro miscele instabili.
La validazione di questi parametri non è solo teorica. L’inaugurazione della Tettoia Sperimentale presso la sede di Muggia di Harpo verdepensile segna il passaggio dalla simulazione alla verifica in ambiente reale. «È un laboratorio a cielo aperto organizzato in tre settori», descrive architetto La Rosa. «Nel primo analizziamo l’inerzia e la risposta alle sollecitazioni dei sistemi a bassissimo spessore; nel secondo verifichiamo le prestazioni idrauliche del sistema di laminazione sotto piogge reali; il terzo è uno show roof dimostrativo. La struttura è cablata con sensori per il monitoraggio continuo dei deflussi e, grazie alla collaborazione con l’Università di Trieste, utilizziamo il telerilevamento da drone per analizzare lo stato fisiologico della vegetazione, ottenendo dati primari fondamentali per la ricerca».
Questa rigorosità si traduce anche in nuove certificazioni. Harpo verdepensile ha scelto di certificare i propri substrati minerali con EPD (Environmental Product Declaration), basata su studi LCA (Life Cycle Assessment). «È uno strumento operativo indispensabile per i progettisti», sottolinea architetto La Rosa, «perché l’EPD può facilitare l’integrazione dei tetti verdi nei progetti di edilizia sostenibile, contribuendo a ottenere punteggi elevati nei protocolli di certificazione come LEED® o BREEAM”. L’EPD risulta strategica in contesti pubblici vincolati ai CAM (Criteri Ambientali Minimi) e nei progetti candidati a finanziamenti europei, dove il rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm) è imprescindibile. Per concludere fornire ai progettisti certificazione EPD substrati e dichiarare le tolleranze (limiti accettabili per le prestazioni dichiarate) significa dimostrare controllo di qualità e affidabilità del prodotto.

Per supportare questa complessità, per supportare studi di progettazione sempre più organizzati in team multidisciplinari, l’organizzazione di Harpo verdepensile evolve. Il nuovo incarico dell’architetto Maria Elena La Rosa mira a connettere sempre di più l’azienda direttamente con gli studi di progettazione; Harpo si propone come interlocutore tecnico, partner affidabile, capace di dialogare con tutte le figure coinvolte nei progetti (architetti, ingegneri, paesaggisti..).
«Per farlo, abbiamo potenziato la struttura con tre Funzionari Tecnici dedicati che affiancherò: l’Arch. Serena Damiano per il Nord-Ovest, l’Arch. Anna Manzato per il Nord-Est e l’Agronomo Fabio Labanca per il Centro Italia. Queste figure tecniche supportano e valorizzano il lavoro della nostra storica rete di agenti. È una sinergia fondamentale: l’agente presidia il territorio, mentre il funzionario porta l’expertise tecnica verticale necessaria per redigere capitolati prestazionali, analisi dei costi e risolvere i nodi progettuali complessi».
Concludiamo guardando al 2026. «La parola d’ordine per il prossimo futuro è entusiasmo», chiude l’Architetto Maria Elena La Rosa. «Il nostro obiettivo è tradurlo in soluzioni sistemiche evolute affiancando come partner tecnico i progettisti per affrontare le sfide che il cambiamento climatico ci chiama a mitigare. Crediamo nella sinergia fra la progettazione e un partner tecnico come Harpo che traduce in prestazione gli obiettivi del progetto architettonico, di landscape e idraulico. Valorizzazione della figura del paesaggista chiamato a trattare temi preziosi come la biodiversità che grazie alle coperture verdi può essere integrata nelle nostre città , dimostrando che con la giusta progettazione si possono ottenere habitat complessi. Obiettivo ulteriore per il 2026 sarà creare nuove sinergie tra la divisione Harpo verdepensile e la divisione Harpo geotecnica per offrire ai progettisti un interlocutore unico che possa fornire assistenza tecnica ad ampio spettro sul costruito e sul paesaggio».
Harpo verdepensile è pronta a nuove sfide, e augura a tutti un 2026 ricco di nuovi importanti traguardi professionali.
